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SINOSSI

Modella iconica dalla New York degli anni ’60, musa di Andy Warhol, Salvador Dalí, Richard Avedon e Irving Penn, femminista militante in Italia negli anni ’70, madre sola di quattro figli, giornalista, scrittrice e poi docente universitaria di Antropologia della Moda, a 75 anni Benedetta Barzini è stanca dei tanti ruoli in cui la vita l’ha costretta e ha deciso di lasciare tutto, per scomparire in un luogo lontano in cui nessuno potrà più trovarla.

Turbato da questa risoluzione –radicale, quanto indefinita– suo figlio Beniamino comincia a filmarla, con l’intenzione di realizzare un film su di lei che possa tramandarne la memoria e insieme trattenerla a sé il più a lungo possibile.

Incontrando la ferma opposizione di Benedetta, il progetto diventa velocemente un campo di battaglia in cui madre e figlio si aiutano e si ostacolano a vicenda nel tentativo di scrivere l’ipotesi di una separazione inevitabile, difficile da accettare e forse impossibile da raffigurare.

STAMPA

An alternately tender and tempestuous doc... His obsession and her resistance intertwine, sometimes gently, sometimes explosively. This is a tumultuous muse story in which the artist and his inspiration just happen to be blood relations.
— KEITH UHLICH, THE HOLLYWOOD REPORTER
One of several memorable documentaries in this year’s Sundance Film Festival... Deeply personal and shot through with fascinating contradictions, ‘The Disappearance of My Mother’ is a portrait of a woman in rebellion... Barzini is a severe, unsparing critic of the commodification and exploitation of the female body by men, which greatly complicates her son’s insistent, at times intrusive gaze. It also deepens the movie, making the personal ferociously political.
— Manohla Dargis, THE New York Times
One of the most moving and complex film at Sundance.
— amy tubin, film comment
Un’opera coraggiosa quanto la sua protagonista.
— FEDERICO CHIARA, VOGUE ITALIA
 
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SCREENINGS

Sundance Film Festival, USA
Cartagena Film Festival, Colombia
Global Cinema Film Festival of Boston, USA
- Winner of Best Documentary Award
CPH:DOX, Denmark
HotDocs, Canada
Docs Against Gravity, Poland
CineDoc Tiblisi, Georgia
- Winner of Best Documentary Award
Frameline, USA
TIFF, Transilvania International Film Festival, Transilvania
Shanghai International Film Festival, China
Munich International Film Festival, Germany
Biografilm Festival, Italia
– Winner of Best Cinematography Award, and Premio UCCA per la distribuzione
MakeDox, Macedonia
DokuFest, Kosovo
Taipei Film Festival, Taiwan
EBS, International Documentary Festival, Korea

 
 
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NOTE DI REGIA

Sono sempre stato sorpreso dalla debolezza e dall’insufficienza della nostra memoria. Così tante cose scompaiono.

Per una ragione o per l’altra, l’assurdità più grande della vita per me consisteva in questo.

Perché vivere così tante esperienze, per poi dimenticarsene subito dopo?

P.D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto


Da quando ho compiuto sette anni e mio padre mi ha regalato una telecamera e una macchina fotografica, scattare e filmare sono diventati una strategia per trattenere esperienze e persone amate, salvandole dallo scorrere del tempo. Ho sempre cercato di fare lo stesso con mia madre – ma metterla di fronte ad un obiettivo non è mai stata un'impresa facile. Provavo una sorta di riverenza nei suoi confronti. Mi sembrava impossibile contenerla in un’immagine. Era troppo di tutto: troppo bella, troppo intelligente, troppo carismatica, troppo aggressiva, troppo forte, troppo profonda, troppo speciale. Nonostante fossimo da sempre molto legati (sono il suo ultimo figlio, il suo ‘beniamino’, come dice il mio nome), è sempre stata un mistero per me. Le poche cose che scoprivo sul suo passato, inconciliabili con la Benedetta che conoscevo, traslavano la sua persona in una nebulosa dimensione di mito.

Con il tempo, il mio bisogno quasi fisico di trasformare il vissuto in materiale visivo mi ha portato a lavorare come fotografo, filmmaker e direttore della fotografia. Mia madre non ha mai smesso di mettere in discussione questa mia passione, spingendomi a ragionare sul valore e il potere delle immagini – un veicolo di conoscenza ma anche di manipolazione, un codice che spesso rischiamo di subire perché ci mancano gli strumenti per leggerlo, decifrarlo, e criticarlo. 

Nel tragitto del dialogo – a volte silenzioso, a volte esplicito – che si è instaurato tra noi su questi temi, la volontà di mia madre di “scomparire” è arrivata come una battuta finale, la boutade che scompagina tutto. Che cosa ti resta da fare quando tua madre ti dice di volersene andare per sempre? Decidere di fare questo film è stato il mio tentativo di trovare una risposta. Ho ricominciato a filmare mia mamma come facevo da bambino, partendo dalle sue lezioni e guadagnando piano piano terreno, fino ad arrivare in quello spazio intimo in cui da sempre l’avevo conosciuta. L’ho fatto con e contro mia madre, sostenuto dalla fiducia che l’esposizione del nostro conflitto (personale - ma anche politico) potesse essere un modo, per quanto paradossale, di celebrare quelle domande che non aveva mai smesso di pormi. 

Ora, alla fine di questo percorso, so di non essere riuscito, ancora una volta, a racchiudere mia madre in un’immagine capace di raccontarne l’autenticità – il valore per lei più importante tra tutti. Anzi, al contrario – ho capito finalmente che mia madre aveva ragione. Come lei spesso ripete, “ciò che veramente conta, è sempre invisibile”.  L’essenza delle cose ha a che fare con la nostra esperienza, e sta sempre al di là di quello che è possibile rappresentare.


 

IL TEAM

 
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BENIAMINO BARRESE - Regista / Direttore della Fotografia

Beniamino studia filosofia alla Statale di Milano, International Political Economy al King’s College di Londra e Cinematography alla National Film and Television School di Beaconsfield, UK. Dal 2011 lavora come DoP, e fotografo, realizzando pubblicità, documentari, corti e lungometraggi. “Storia di B. La scomparsa di mia madre” è il suo primo film lungometraggio come regista.

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FILIPPO MACELLONI - Producer

Filippo Macelloni is an award-winning director, producer and writer. His work has played in numerous film festivals and on TV networks across the world. Among his most significant credits are the mockumentary Il Mundial dimenticato - The lost World Cup, co-produced and directed with Lorenzo Garzella, which premiered at the Venice FIlm Festival in 2012; the 2011 documentary Silvio Forever, co-directed with Roberto Faenza, a satirical biopic of former Italian PM Silvio Berlusconi; and the documentary Children Over Time (Rai Teche/Rai Cinema 2016), finalist for the Focal International Awards. With a background in architecture, Filippo is also an accomplished creator of video and art installations and exhibits for museums and institutions in Italy and abroad.

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VALENTINA CICOGNA - Montatrice

Valentina Cicogna è montatrice e sceneggiatrice di lungometraggi di finzione e documentario. I suoi lavori, prodotti e distribuiti dai maggiori broadcasters italiani, sono stati selezionati in festival internazionali come Cinéma du Réel, Visions du Réel e IDFA. Il documentario La convocazione, scritto da Valentina insieme al regista Enrico Maisto, e montato da Valentina, è stato presentato a IDFA nel 2017, e ha successivamente vinto il premio come miglior mediometraggio a Hot Docs nel 2018. Valentina insegna nel programma OffiCine dello IED di Milano, e nella scuola di cinema di Locarno CISA.

 

 

RYOT Films presents a NANOF Production in association with RAI CINEMA

with the support of MiBACT * DIREZIONE GENERALE CINEMA * SENSI CONTEMPORANEI TOSCANA PER IL CINEMA

A film by BENIAMINO BARRESE

Produced by FILIPPO MACELLONI, BENIAMINO BARRESE

With BENEDETTA BARZINI

Editor VALENTINA CICOGNA

Executive Producers HAYLEY PAPPAS, MATT IPPOLITO, BRYN MOOSER, GIOVANNI STORTI, LORENZO GARZELLA

Cinematography BENIAMINO BARRESE

Additional Cinematography BRIAN FAWCETT

Music Composer AARON CUPPLES, MIRANDA y TOBAR

Graphic Designer SAMMY ZARKA

Sound Designer MASSIMO MARIANI

 
 
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PRODUZIONE

 
 
 
 

NANOF è una società di produzione indipendente, costituita da Filippo Macelloni e Lorenzo Garzella. Dal 2001 ha prodotto documentari, cortometraggi, installazioni e progetti televisivi. Un approccio creativo alla produzione e un costante coinvolgimento nella parte autoriale sono le caratteristiche principali della società. Grazie alla sua estesa rete di contatti in Italia e nel mondo, la NANOF ha partecipato come co- produttore o produttore esecutivo a numerosi progetti cinematografici e televisivi distribuiti in Italia e a livello internazionale.

 
 

RYOT Films is Verizon Media's Emmy Award®-winning, Academy Award®-nominated premium film studio. RYOT Films has produced a slate of critically acclaimed projects that have debuted at Sundance, Tribeca, SXSW, and Hot Docs, among others. RYOT Films’ documentaries have been distributed theatrically with partners from HBO and POV to Showtime, Netflix, Amazon, NatGeo, and ESPN. Highlights include back-to-back Academy Award® nominations for Best Documentary Short Subject for BODY TEAM 12 and WATANI: MY HOMELAND. This year, RYOT Films’ latest projects - feature documentary ON HER SHOULDERS and short-form documentary LIFEBOAT are both currently shortlists for the 2019 Academy Awards®. In 2018, as part of its commitment to funding groundbreaking storytelling, RYOT Films launched a multi-year multimillion dollar equity fund with Vice studios to produce premium documentaries. RYOT Films and their sister company RYOT are divisions of Verizon’s family of media properties, Verizon Media.

 
 
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CONTATTI

 

Produzione
Filippo Macelloni
production@nanof.it

Ufficio Stampa
Gabriele Barcaro
press@gabrielebarcaro.it

For International Sales please contact
Salma Abdalla – Autlook Filmsales
salma@autlookfilms.com

 

For Festivals please contact
Stephanie Fuchs – Autlook Filmsales
stephanie@autlookfilms.com



 

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